Platone, il mito della caverna

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A cua di Giuseppe Merlino.

Alcuni uomini sono incatenati fin dall’infanzia in una caverna con le spalle all’uscita e quindi costretti a guardare solo verso la parete di fondo. All’uscita della caverna vi è un muretto alto circa quanto la metà dell’apertura. Dietro questo muro degli uomini trasportano sulle spalle delle statuette che rappresentano ogni genere di cose. Dietro questi uomini arde un grande fuoco ed in cielo splende il sole. Il fuoco proietta sul fondo della caverna solo le ombre delle statuette, perchè gli uomini che le trasportano sono nascosti dal muretto. Le voci dei trasportatori rimbombano come eco sul fondo della caverna, per cui i prigionieri pensano che siano le voci delle ombre delle statuette. I prigionieri sono dunque convinti che le ombre proiettate sul fondo della caverna siano l’unica realtà esistente.
Uno dei prigionieri riesce a liberarsi. Egli si volta e va verso l’uscita della caverna e scopre che le statuette e non le ombre sono la vera realtà. Uscendo dalla caverna, egli, vedendo la realtà esterna, scopre che nemmeno le statuette sono la realtà, ma solo imitazioni delle cose reali. Infine, dopo essersi abituato a quella luce abbagliante alla quale non era abituato, scopre che tutte le cose sono visibili grazie alla luce del sole.
In un primo momento egli decide di rimanere per sempre in quel luogo meraviglioso, ma poi si ricorda della situazione terribile dei suoi compagni e torna da loro per spiegargli la verità. Ma tornando all’interno della caverna, i suoi occhi, ormai abbagliati dalla luce, non distinguono più le ombre delle statuette.
Allora i compagni lo deridono e lo disprezzano e continuano a rendere i massimi onori a coloro che meglio distinguono le statuette. Infine, infastiditi del suo tentativo di scioglierli e di portarli fuori dalla caverna, lo uccidono.
SIMBOLOGIA:
-Gli schiavi incatenati rappresntano l’Uomo.
-La caverna rappresenta il nostro mondo irreale.
-Le ombre delle statuette rappresentano tutte le cose del mondo sensibile.
-Le catene rappresentano l’ignoranza e le passioni che ci inchiodano a questa vita.
-Il fuoco rappresenta l’Archè, il principio primo che permette l’esistenza delle cose del mondo sensibile, cioè il principio che ci permette di vedere le ombre della vera realtà cioè delle Idee.
-Il Sole rappresenta l’Idea suprema, il Sommo Bene, che rende tutto conoscibile.

Nella seconda parte del mito della caverna è ben chiarita la duplice scelta che si presenta a chi ha raggiunto l’illuminazione: o restare nello stato raggiunto o tornare a portare la verità agli uomini.
Nel buddismo Theravada, questa seconda figura coincide con quella di “bodhisattva” che come Budda, a causa della sua compassione per il genere umano, rinuncia temporaneamente al suo stato di illuminazione per far conoscere a tutti gli esseri senzienti il cammino verso la Verità per liberarli dalle catene di questo mondo illusorio.
In questa ottica, anche il Cristo può essere ritenuto un bodhisattva.

Platone affronta un tema già noto ai sofisti, ossia il rapporto tra ciò che  eterno, immutabile e ciò che invece non lo è, ciò che “scorre”. Con la sua dottrina delle idee, distingue tra realtà sensibile (il mondo reale, la natura che ci circonda) e mondo iperuranico, realtà eterna, immutabile. Tutto ciò che appartiene al mondo visibile, è corruttibile, soggetto a mutamento; al contrario quello che appartiene al mondo iperuranico è eterno e immutabile, atemporale e aspaziale. Tutto ciò che vediamo (es. i cavalli, gli uomini, le cose etc.) altro non è che immagini riflesse di “forme” o idee (esiste quindi l’idea di cavallo, l’idea di uomo, l’idea di tutte le cose): questa è la realtà delle idee, il mondo al di là del sensibile, del reale, dove si trovano i  modelli, o forme, dei fenomeni e delle cose esistenti in natura. Mentre la percezione del  mondo visibile è insicura e incompleta, (perché sottoposta a mutamento) solo la percezione dell’altra realtà, quella delle idee, che non cogliamo con i sensi ma percepiamo tramite la ragione, è vera, reale, eterna e universale e quindi completa.

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